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Antonio GIBOTTA



"...Nelle terre del Vietnam nord occidentale, tra le zone montuose strette tra la Cina e il Laos, troviamo le tribù dei vari gruppi etnici, che vanno dai coloratissimi hmong (o miao), i Tay, seconda popolazione più numerosa, ai Lu.  La prima fonte di sostentamento per queste antiche popolazioni è l'agricoltura: la tradizione vuole che tutto venga svolto secondo i cicli lunari. I mercati pullulano di merci, dagli animali alle stoffe, prodotti artigianali interamente lavorati a mano. Purtroppo, gli antichi valori di queste centenarie tribù stanno lasciando il posto alla nuova tradizione occidentale...."



Il lavoro di un bravo fotoreporter è senza dubbio quello di calarsi il più possibile in quello che sta vedendo, in quello che sta vivendo, anche se è una vita che non gli appartiene, una civiltà con abitudini e rituali diversi dalle proprie, riportando a casa una storia da raccontare, un 'esperienza vissuta sulla propria pelle. Robert Capa diceva che se le vostre foto non sono abbastanza buone significa che non siete abbastanza vicini. Ciò che dunque traspare dal reportage di Antonio Gibotta sulle minoranze etniche è il senso del rispetto che ha nel ritrarli, quasi sommessamente, come se concepisse che sta fotografando un qualcosa che un domani rischia di non esserci. Quasi mai il soggetto ritratto infatti guarda in camera,  come per non disturbare, o per non rubare gli ultimi pezzi di identità di un popolo, che pian piano la globalizzazione, l'occidente con i suoi usi e consumi più che discutibili stan lentamente portando via.
Un altro elemento forte nelle fotografie di Gibotta è il colore, che con prepotenza esce dal nero, dal buio di quello che sara' il domani; ma ciò che conta però è l'oggi, come se quelle tribù ritratte dicessero Noi ci siamo, Esistiamo, Siamo qui con i nostri riti semplici, e il nostro stile di vita basato sull'agricoltura, l 'allevamento e la manifattura.
Come spesso la storia ci ha insegnato, documenti di questo genere diventeranno preziosissimi ritagli antropologici, che ricorderanno ai postumi come eravamo e ci riveleranno inesorabilmente se abbiamo imparato qualcosa dal trascorso o se l' abbiamo messo da parte per far spazio ad artifizi, comodità e privilegi che per forza di cose devono avere per forza il loro rovescio della medaglia. In questo caso la fotografia e lo splendido lavoro del fotografo Antonio Gibotta divengono fondamentali testimoni capaci di farci vedere oltre, riflettere sul passato e di conseguenza interrogarsi su quello che sarà il nostro prossimo futuro.
(F.G)



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