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GABRIELLE DUPLANTIER
"terres basses"

Titolo:  Terres basses
Autore: Gabrielle Duplantier

Data di pubblicazione: 2018
Pagine: 144
90 fotografie in bianco e nero
Dimensioni: 21 x 27 cm
Editore. Lamaindonne

Prezzo: 36 Euro


Una passeggiata in un universo denso e ricco, dove ritroviamo il gusto di Gabrielle Duplantier per paesaggi, ritratti di donne e bambini. Un lavoro fotografico potente e delicato
allo stesso tempo, che non cede mai all'artificio, dove testimonia la vita, i suoi accidenti e le sue gioie, delle sue incertezze e delle sue speranze. L'amore che ha per i suoi cari è sempre lì, permettendo al lettore di entrare nell'intimità del suo entourage, con modestia e dolcezza infinita.
Uno sguardo amorevole che trasforma l'oscurità in luce.


 


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ANGELO ZZAVEN
"La forma dei pensieri"

Titolo:  La forma dei pensieri
Autore: Angelo ZZaven
Testi: Giovanni Chiaramonte
Data di pubblicazione: 2002
Pagine: 60
Dimensioni: 22 x 22 cm
Editore. Lussografica Edizioni, Caltanissetta

Prezzo: 21 Euro
PER L'ACQUISTO: : zzaven@tiscali.it

Nella luttuosa cornice che delimita un quadrato, oltre l’informe trapassare dal nero al bianco attraverso il grigio, si impone la sagoma oscura e funerea di un’urna dal cui interno si irradia il movimento di cinque scalini ombreggiati di foglie.
Inizia così l’intensa sequenza di Angelo Zzaven intitolata La forma dei pensieri.
Un pensiero che non riflette la forma esterna del mondo, un pensiero che non rispecchia la realtà visibile dei luoghi e dei gesti degli uomini quale è stata osservata e descritta sinora dall’appassionata visione di autori come Nicola Scafidi, Enzo Sellerio, Ferdinando Scianna, Giuseppe Leone, Letizia Battaglia, Sandro Scalia.
Il pensiero che muove la fotografia di Angelo Zzaven non vuole essere un pensiero sul mondo o un pensiero del mondo quanto un pensiero che cerca di porsi come pensiero assoluto, come pensiero primo che precede e genera ogni possibile e diversa forma di pensiero.
La sequenza di Zzaven continua così con immagini dove le forme del visibile, una ringhiera, un ramo, un selciato, galleggiano sopra un magma astratto ed informale come distorte proiezioni prive di qualsiasi concretezza e tangibilità: immagini che possono essere realizzate senza      obiettivo e senza macchina fotografica come le straordinarie ricerche di Paolo Monti e Nino Migliori effettuate alla metà del secolo scorso.

Seguendo e superando l’apertura del conterraneo Carmelo Bongiorno verso la rappresentazione dei sentimenti e delle emozioni interiori, Zzaven prende definitivamente le distanze dal visibile e si mette alla ricerca di quel totalmente altro che sembra giacere invisibile al di là degli occhi e che è percebile soltanto al pensiero che è oltre qualsiasi pensiero ed è oltre il pensiero di qualsiasi cosa. Bongiorno rappresenta la realtà guardandola da una dimensione battesimale, contemplandola “attraverso il filtro dell’acqua lievemente increspata”: nelle sue immagini le forme e le figure del mondo appaiono in questo modo sulla soglia del nascere e del morire, tra l’alfa e l’omega della loro esistenza, corpi di luce circondati da un buio profondo senza fine e i luoghi, le persone, le cose non sono rappresentate nell’istante dello loro pienezza, ma sono colte nell’attimo aurorale del loro farsi e nell’attimo mortale del loro disfarsi. Immerso nel nero assoluto, nell’acqua mistica del nulla, da questo punto senza consistenza eppure reale, il fotografo catanese interroga la luce interna che sembra sostenere la vita di tutto ciò che gli appare davanti agli occhi e, grazie a questa luce, nella sua opera più recente a tutto restituisce nome ed esistenza.
Zzaven invece non vede nelle forme del mondo alcuna presenza da preservare, né luce alcuna da custodire o nome da ricordare. L’io dell’uomo, l’identità della persona, si dissolve così nel labirinto senza uscita di un’avvolgente spirale che coincide con il margine ultimo e insuperabile del quadrato. In un’immagine che diventa scrittura noi leggiamo soltanto una parola: me.
Me, non io, non l’uomo e la sua vita come soggetto, bensì l’uomo come vittima di una creazione che si avvolge su se stessa senza inizio, senza fine, senza destino.
 


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MAX HIRZEL
"Corpi Migranti"

Titolo: Corpi migranti / Migrant bodies
Autore: Max Hirzel
Testi: Dagmawi Yimer, Max Hirzel, Grazia Dell’Oro, Federico Faloppa, Pietro Del Soldà.
Data di pubblicazione: 10/06/2021
Pagine: 168
Dimensioni: 24,2 x 16,4
Peso: 650 gr
Rilegatura: cartonato cucito filo refe con dorso a vista
Collana: Portfolio
Isbn edizione italiana: 9788832007398
Isbn edizione inglese: 9788832007442
Prezzo: 30,00


“Nel deserto vidi una tomba, era di una ragazza di Douala, e mi chiesi se suo papà e sua mamma, i suoi fratelli e sorelle sapevano che la loro bimba è là”.
 
Corpi migranti nasce così, dalle parole di un giovane camerunese.
 
Era il 2015 quando l’autore cominciò a documentare i sistemi di gestione dei corpi dei migranti deceduti nel tentativo di raggiungere l’Italia. Partendo dai cimiteri siciliani, per capire dove e come questi corpi sono sepolti, a quanti è stato dato un nome o cosa c’è in mancanza, il lungo percorso di indagine sarebbe terminato, alcuni anni dopo, in un villaggio del Saloum, in Senegal.
 
I frammenti di cui si compone ci mettono di fronte, senza scampo, alla morte di giovani migranti, alla gestione dei loro corpi e a un lutto spesso impossibile.
 
Alla percezione collettiva di fatalità ineluttabile e tragedia inevitabile, questo lavoro oppone una visione scarna di ciò che ruota attorno a questi corpi per rivelare la realtà per ciò che è: quella che l'autore definisce “anomalia”, un'aberrazione che non dovremmo permettere né accettare.
 
Nelle parole di Federico Faloppa: “Corpi migranti ci aiuta a non consumare l’anomalia. Ci chiede di rompere il racconto e le sue geometrie – dell’accoglienza, dei respingimenti, dei resti allineati dalla medicina forense, degli oggetti e delle tracce, della anonima regolarità di bare di zinco e pietre tombali – perché nulla di ciò che stiamo vedendo è commensurabile, duplicabile, incasellabile.”
 
Se l'immigrazione è sempre più un “oggetto politico” che divide in pareri e fazioni contrapposte, il linguaggio “nudo” di queste immagini ci conduce, al di là del rumore abituale, alla responsabilità di essere umani.
 


 


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LORENZO ZOPPOLATO
"Le immagini di Morel"

Titolo: Le immagini di Morel
Autore: Lorenzo Zoppolato
Testi: Lorenzo Zoppolato, Ferdinando Scianna, Denis Curti.
Data di pubblicazione: settembre 2021
Pagine: 70
Dimensioni: formato chiuso cm 22x15 – formato aperto cm 66x15
Peso: 280 gr.
Rilegatura: cartonato cucito filo refe
Editore: emuse
Collana: Portfolio
Isbn: 9788832007459
Prezzo: 28,00 euro


«Le immagini che sembrano uscire da un sogno di Zoppolato. Le sue fotografie sono liriche e fantastiche. Sono eminentemente letterarie.»
 
Ferdinando Scianna
 
 
Questo è un diario di viaggio lungo le strade della Patagonia, fino alla fine del mondo, laddove affondano profonde le radici del realismo magico: qui realtà e immaginazione hanno la stessa consistenza.
 
Non è la somma dei chilometri a tracciare il percorso, bensì i luoghi e i soggetti incontrati, vivi in un tempo dilatato e sospeso, come catturati dagli specchi della macchina infernale inventata da Morel, raccontata nel libro di Adolfo Bioy Casares. Nel suo cammino Lorenzo Zoppolato fa esperienza di luoghi, persone e storie strappati al loro tempo. Passati lontani, soli e senza padroni che li possano adeguatamente ricordare. Futuri distopici dove tutto è ormai perduto, finanche la memoria da cui provengono. L’autore raccoglie gli infiniti pezzi di specchio rotto e li ricompone nelle pagine di questo libro lasciando al lettore il compito di individuare trame, storie e soggetti nascosti.
 
Realtà e immaginazione sembrano trovare vita propria nella struttura del libro nel quale una storia dalla trama lineare convive con un infinito specchio dove il tempo e lo scrittore si guardano riflessi.
 
 
Le immagini di Morel ha vinto il Premio Werther Colonna 2020 di SI Fest – Savignano Immagini Festival.
 


 


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FRANCESCO SAMBATI
"Aphasia"

SPECIFICHE LIBRO:
pagine: 88
formato chiuso 21x28
Rilegatura: Brissura a filo refe nero incollato alla svizzera
Copertina: Carta sirio color 300gr.
Interno: Arena extra white smooth 120gr + Arena natural smooth 170gr
stampa 4+4
Prezzo 40 euro

Testo a cura di Vanni Pandolfi

E’ forte la percezione di un’attesa, accompagnata da profonda riflessione, introspezione ed isolamento consapevole e volontario. Si avverte e sperimenta un tempo sospeso, che non scorre più. Si è presenti fisicamente nel Mondo, nella realtà ma con lo spirito rivolto in una dimensione altra; quella del sé personale, pensando intensamente ed analizzando-si. L’esistenza è messa sotto pesante indagine, utilizzando il presente per ritornare al passato. Vedersi e comprendersi con occhi e mente nuovi, facendo scaturire nuova consapevolezza da dispiegare nel futuro prossimo, nello spazio- tempo da plasmare.  Interni di abitazioni deserti e bui, spiagge selvagge  isolate, luoghi e costruzioni abbandonati divengono così cattedrali e templi laici nel quale fermarsi e naufragare in se stessi.
 
Si sospende tutto; la vita quotidiana e le problematiche occupazioni mondane spariscono totalmente. Non vi sono più orari da rispettare,  né obblighi;  le costrizioni e gli impegni impellenti svaniscono. Tutto si placa, tutto diviene “Io”, il solo protagonista, la sola ragione; che spogliato dalle proprie sovrastrutture e armature accumulate nel corso degli anni, ritrova la leggerezza e la capacità arcaica, ormai dimenticata, del meditare. Aphasìa è espressione di Vuoto, ma un Vuoto colmo di individualità e personalità evidente e necessaria, in attesa di un qualcosa che potrà arrivare soltanto dal profondo del proprio essere.
 
Aphasìa parla di un momento speciale, di un Vuoto che sorprendentemente può condurre alla verità.
 
Le figure femminili, protagoniste della Fotografia di Francesco, appaiono calme e consapevoli di “attraversare” un tempo diverso, come se lo avessero sempre fatto. Da sole, accompagnate soltanto dal proprio essere percorrono un sentiero ignoto restando in ascolto, utilizzando il proprio corpo come presenza tangibile ed evidente, come un’ antenna pronta a ricevere segnali da luoghi sconosciuti. Si è pronti per un cambiamento, lo si attende in un tempo sospeso trovandosi immersi “nell’attimo prima” che può fatalmente  perdurare per una lunghezza non definita, immensa.
 
La delicatezza con la quale Francesco organizza il suo discorso in immagini è meraviglia assoluta ricoprendo con grande cura e attenzione tutti gli aspetti della messa in scena e della produzione tecnica. Tutto quello che mostri in Fotografia, qualsiasi cosa una persona produca proviene dall’interno, diretta emanazione del proprio intimo sentire, filtrata dai sensi prima e rielaborata secondo un processo razionale. Ed allora, osservando e comprendendo queste fotografie, pare risultare così forte l’esigenza per l’autore della costruzione di un Mondo con caratteristiche essenzialmente altre, alternative rispetto a quelle, caratteristiche di quella realtà che viene definita e creduta unica. Aphasìa è la concretizzazione di un desiderio di alterità  incentrata in maggior misura sull’ascolto e la comprensione di sé stessi come indipendenti da tutto il resto.
 
Tendere all’infinito, progredire oltre le barriere innalzate dalla società.
 
Ricercare un metodo per agganciarsi finalmente col Tutto perché se  il corpo, aggregato di particelle, è in realtà unito con tutto quello che lo circonda ed immerso nel grande fiume sub-atomico , la mente necessariamente deve ancora arrivare a intuirlo e contemplarlo.
 


 


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MANUEL CICCHETTI
"Vaia"

Dati Tecnici
Formato: 30 x 24 cm Lingue: Ita, En, Es
Stampa: Offset Copertina: cartonata
Carte: multiple Fedrigoni Tatami e Materica
Rilegatura: Svizzera
Sestini: Si
Cellophanatura: si
Progetto grafico: Massimo Fiameni
Prefazione: Denis Curti
Stampa: Faenza Group





VAIA. Viaggio consapevole dentro un disastro”. Fotografie di Manuel Cicchetti, testi di Angelo Miotto.

Ottobre 2018, Italia del Nord-Est. In poche ore una terribile tempesta di vento e acqua rovescia le foreste scagliando a terra milioni di alberi. I pali dell’elettricità sono sradicati. Vaia lascia un paesaggio buio e talmente desolato da far pensare quasi alle scene di una guerra che proprio in quei luoghi aveva portato tanta distruzione.
L’uomo è ora chiamato a considerare la sua parte di responsabilità.
“VAIA. Viaggio consapevole dentro un disastro” parte da qui. La riflessione sull’opera dell’uomo (prima distruttiva e quindi di ricostruzione) inizia dallo sguardo su quanto accaduto. Uno sguardo inizialmente attonito, e via via più cosciente, sullo scenario che Cicchetti ferma nei suoi scatti in bianco e nero.
Le immagini ritraggono gli alberi ormai caduti; ma quale grido avrebbero potuto lanciare, un attimo prima della fine? Se già la testimonianza fotografica dà voce a quelle piante, il lavoro va oltre, e affida al giornalista Angelo Miotto il compito di immaginare l’ultimo pensiero di RadiceTorta, Fioretto, FustoDritto, Corteccia, TanaFelice e molti altri cui vuole conferire l’onore di un nome proprio, portando al lettore il loro ultimo messaggio, come in una Spoon River dei nostri boschi.

“Mi chiamo Fioretto, perché gli ultimi metri della mia cima sono esili e ondeggiano al vento come se fossi un tiratore di scherma che combatte contro il vento. Quando si placa il soffio riposo, pronto per la prossima sfida. Quei fendenti leggeri ora non sono più, la mia lama è stata spezzata e nessuno potrà più forgiarla di nuovo. Non era lo stesso vento che giocava con me quel giorno, ma un turbine iroso, ho pensato, mentre cedevo di schianto”.


Il libro è insieme un atto di denuncia, un grido fermo contro i soprusi alla Madre Terra, ma anche il riconoscimento dell’immane lavoro che l’uomo - così piccolo nelle immagini rispetto alla maestosità della natura – ha sin dall’inizio compiuto per riparare, pietosamente, come può.

Il volume gode del supporto di The Ansel Adams Publishing Rights Trust, che ha concesso la riproduzione del famoso discorso “Osservazioni alla piattaforma del Comitato per la Convention Nazionale Democratica” tenuto da Adams a Chicago, Illinois il 24 agosto 1968. La riflessione verte anche su quanto, da allora, non sia stato fatto.
 


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VANNI PANDOLFI
"Dittici D'Iran"

68 Fotografie
22×28 cm
n. pag 72
Copertina morbida
Italiano
Prezzo: 19,23 Euro


Ogni dittico infatti è un grumo di significati ed emozioni da decifrare riguardante  vari aspetti "complessi" del Paese Iran e delle persone a me care che lo abitano. Nella forma del dittico le due fotografie finiscono per  dialogare necessariamente  tra loro rivelando ed evocando connessioni, contraddizioni, relazioni di segni e significati allusivi. In questo modo credo infatti si riescano  a  rintracciare in modo piu' immediato ed evidente alcuni aspetti particolari del Paese e dei suoi abitanti.
Ogni dittico poi è accompagnato da un breve testo come supporto, per una migliore comprensione del tutto. Si tratta di piccoli testi descrittivi, riflessioni personali, commenti simil poetici che sono sgorgati dal mio interno osservando le fotografie e ricordando i momenti  e le esperienze vissute.
Passato e presente, religione e secolarismo, tradizione e modernità, naturale ed artificiale fanno da sfondo a quelle esistenze a me care di cui ho percepito i sogni, le speranze, le emozioni, i problemi e le frustrazioni.  E mai in  nessun un altro luogo ho percepito una tale intensità di passione e sete di vita."
 


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FEDERICO ARCANGELI
"Pleasure Island"

Prima Edizione
300 Copie Firmate
23x17 cm
104 Pagine
Copertina rigida in velluto rosso con stampa olografica
Inglese e Italiano
ISBN: 978-88-32108-04-0
Prezzo: 20 Euro


Un pellegrinaggio attraverso il “divertimentificio” italiano. Rimini, capoluogo della riviera romagnola, mecca delle vacanze tricolori, poi mutata in destinazione privilegiata per festaioli, trasgressori, atmosfere erotiche, e fanatici delle discoteche anni Novanta. Scrive Aldo Bonomi, sociologo e autore del noto saggio Distretto del Piacere (Bollati Borlinghieri, 2000) «al centro della rappresentazione la figura chiave del “consumattore”, che interpreta sé stesso all’interno di un immaginario ispirato da stili di vita desideranti, trasformati in merce. L’isola del piacere li rappresenta nelle sue molteplicità anagrafiche, di rituali e di tendenze. Le immagini raccontano di una nuova diversificazione della composizione sociale della filiera delle emozioni e del desiderio.»
 


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WILLY VECCHIATO
"Lanzarote"

prima edizione, 2019
150 copie
21 x 30 cm
48 pagine
Punto metallico
Inglese e Italiano
Linoleografie di Antoine Séguin
Testo di Vasco Ascolini
Penisola Edizioni
prezzo: 25 euro
ISBN: 978-88-32108-09-5
PER L'ACQUISTO: www.willyvecchiato.com


Lanzarote è un paesaggio delle origini. Qui la forza essenziale della natura domina suprema. La mano del sole dà forma e concretezza allo sguardo. L'assenza di luce è tenebra: una paura profonda. Lanzarote è un inno agli elementi che fondano la terra, la ragione d'essere dei sensi sui quali poggiano le fragili intenzioni umane. Come antiche volontà incise sulla pietra e destinate al tramonto. Lanzarote è un epistème e insieme la durata stessa della sostanza primordiale. La vita, in cui sacro e profano si mescolano in un sogno di eternità.

 


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LEIF SANDBERG
"Ending"

Copertina rigida
Misure 24×30  cm
Pagine 96
Testo Bob Hansson
Design Lasse Burell / Hans Malm
Lingua English / Swedish
Prima edizione 2017 – 500 copies
Publicato da Bœcker Books
ISBN 978-91-980548-1-1
Firmato e numerato.
Prezzo € 38

Questo libro è incredibilmente ben progettato. Ha un ritmo e un flusso che sono allo stesso tempo intriganti e avvincenti. La sequenza è impeccabile e non sembra mai esserci un momento di noia in tutto il libro. La cosa più importante è che le immagini non pretendono di avere risposte dirette al lettore. In effetti, dopo aver letto il libro si potrebbe scoprire che hanno più domande rispetto a quando hanno iniziato il libro”. Forrest Soper, Foto-Occhio.

“Le immagini all'interno hanno un aspetto quasi cinematografico. La passione di Sandberg per le arti è evidente. A me vengono in mente Bosch, Bacon, Bergman, Lynch. Scene da incubo e surreali”. Rivista di Robin Titchener Photobookstore.

“Utilizzando liberamente esposizioni multiple, sfocature e altre manipolazioni, Sandberg è andato oltre il letterale nelle sue immagini e si è deliberatamente spostato nel regno del metaforico, dove le sue composizioni espressive agiscono come sostituti dei suoi vari stati emotivi”. Loring Knoblauch, collezionista quotidiano.

Premi
Nominato al Kassel Photobook Award 2017, la selezione degli esperti.
Fotolibro selezionato del 2017 da Photobookstore UK.
Lenculture 2017, 25 selezioni preferite.
Cinque selezioni nella meta-list Schellekens 2017






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Questo spazio nasce per dare l'opportunità ai Fotografi di
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E' una vetrina che ha lo scopo di accogliere  creazioni editoriali
per assicurarne la condivisione e la conoscenza.

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