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Interstizi
Fotografie di Davies Zambotti

Attraverso i suoi lavori personali, ricerca e analizza l’impossibilità della certezza umana, utilizzando il video e la fotografia come un microscopio, una lente con cui poter osservare le ombre fra gli interstizi del quotidiano







Davies Zambotti ha una visione molto chiara di cosa sia per lei la Fotografia. Osservando il suo lavoro ci si accorge subito di essere in presenza di un’artista che si “serve” di questa arte per giungere ad un qualcosa di “ straordinario”, di “ altro” rispetto ad una ordinaria, banale e realistica lettura della realtà quotidiana.
Lo sguardo di Davies si concentra su porzioni ed elementi del quotidiano con il preciso intento di scavarne la trama, di riuscire ad “intercettare”, “captare” un segno, una sorprendente rivelazione che ricolmi e appaghi quell’umana ed infinita sete di conoscenza.
“… Attraverso i suoi lavori personali, ricerca e analizza l’impossibilità della certezza umana, utilizzando il video e la fotografia come un microscopio, una lente con cui poter osservare le ombre fra gli interstizi del quotidiano….”
Le singole fotografie compongono un mosaico visivo la cui totalità si costituisce come Ricerca condotta attraverso un’estetica minimale dell’immagine  alla scoperta di un qualcosa di ancora indefinito, di non conosciuto, della cui forma e consistenza nessuno sa niente con certezza. Per questo motivo di fronte ad una fotografia di Davies restiamo come rapiti, in contemplazione, attendendo che “ il sipario” cali da un momento all’altro.
Una Fotografia caratterizzata da immagini eteree, sfuggenti, leggere dove lo sfuocato ed il mosso conferiscono al tutto quella sensazione di precarietà sensoriale, di dinamico mutamento di prospettiva mentale.
E’ una totalità multicolore e multiforme di suggestivo fascino quella che si compone decisa alla vista impressionando gli occhi e i sensi; una Fotografia nella quale ogni singolo fotogramma che la compone sa cosa raccontare ed è “consapevole”  totalmente del proprio obbiettivo non lasciando niente al caso o all’improvvisazione.
Se il nostro sguardo generalmente scansiona l’immagine procedendo ad organizzare le informazioni ordinandole secondo uno schema e una logica il più possibile “sensati” e di familiare comprensione, gli Interstizi di Davies Zambotti sembrano suggerire invece un totale abbandono di quelle categorie conosciute e “familiari” di pensiero per riuscire a scovare, ad intravedere quelle “fessure”, quegli “spiragli” nascosti, non visibili ma forse presenti intorno a noi. (V.P)

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