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Marco GUIDI
"Miramar"













Il bel lavoro di Marco Guidi non si limita a documentare un luogo, ma ne costruisce un'archeologia emotiva. Ogni fotografia è un frammento di un discorso più ampio incentrato sul mare come elemento vitale che attrae, organizza, nutre le esistenze umane. Questa sequenza fotografica sembra configurarsi come un diario visivo d'altri tempi, un’esplorazione poetica e materica che sembra voler catturare l'anima della costa adriatica attraverso una lente che trasforma il quotidiano in eterno.
 
Siamo di fronte così un’indagine visiva che si muove lungo il sottile confine tra la cronaca di un luogo e la proiezione di uno stato d’animo. L'autore ci conduce in un viaggio sospeso lungo le coste adriatiche dove le figure umane non occupano lo spazio, lo integrano, fondendosi spiritualmente con il vasto e profondo blu marino e dando l'impressione di essere profondamente assorti in un dialogo interiore di cui noi siamo solo spettatori casuali. Sono figure che non urlano, ma la cui presenza pesa nell'inquadratura, riempiendo il vuoto del paesaggio con il loro carico di storie non dette ed apparendo "nudi" nella loro quotidianità, ritratti nella loro essenza piu' vera. Sono persone che hanno smesso di "apparire" per limitarsi a "essere".
Assolutamente splendida e funzionale  poi la scelta del bianco e nero che opera  una sottrazione necessaria: eliminando il colore, l’autore elimina il superfluo, lasciandoci soli davanti alla nuda essenza del paesaggio e del sentimento. Questo lavoro sembra così scavare in modo intenso oltre la superficie e l'idea "tradizionale" del mare come luogo di vacanza e divertimento per presentarci una visione d'insieme piu' matura, profonda, sensibile e poetica del tutto. Catturarne l'essenza piu' vera e originaria; che non fa rumore o frastuono alcuno, non abbaglia o disorienta in modo violento ma resta lì in silenzio , sottende ogni cosa, disvelandosi a chi ha capacità di ascolto, pazienza nell'osservare, sensibilità per capire.
( Vanni Pandolfi)

"MIRAMAR, realizzato tra il 2019 e il 2025, alternandosi ad altri lavori fotografici, è un progetto di fotografia documentaria che si propone di raccontare la Riviera Adriatica, tra Rimini e Ravenna, evitando lo stereotipo saturo dell'estate italiana, degli ombrelloni e della vita da spiaggia. È invece un racconto più introspettivo della gente del posto, di uomini e donne, giovani e anziani, che hanno un legame speciale con il mare, con un certo modo di viverlo, tra desiderio di libertà e memoria."                          















           
















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