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Francesco ROMOLI



Le opere del fotografo artista Francesco Romoli ci proiettano con vigore nel campo della fotografia artistica contemporanea, un tipo di fotografia che sempre più si genera e si completa mediante l'utilizzo di software di post produzione utilizzati con maestria in maniera creativa ed originale. Tramite l'ausilio di suddetti mezzi Francesco riesce a costruire immagini di grande fascino e suggestione che catturano l'osservatore attirandolo all'interno del racconto e della narrazione proposta. La sua produzione artistico-fotografica  è incentrata sul futuro; una fotografia "fantascientifica" che si propone di ipotizzare i possibili scenari futuri riguardanti l'umanità intera e l'evoluzione del genere umano. Attraverso le proprie opere il fotografo ci propone la sua visione personale e a lungo termine riguardante il destino dell'uomo ed ancora in che modo i nostri tempi si evolveranno; nella serie di elaborazioni digitali che prendono il nome di " Imaginary Towns"  proprio come in un set cinematografico l'artista si cimenta nella costruzione di un racconto nel quale l'umanità è immersa in uno scenario post-apocalittico. Con meticolosa attenzione egli si dedica alla cura ed alla realizzazione delle scenografie, gestisce con padronanza le luci e l'illuminazione di scena  producendo infatti ombre allungate che contribuiscono ad accentuare la drammaticità della situazione, "dirige" le pose dei protagonisti; l'uomo sopravvissuto ad incredibili sconvolgimenti ammira i resti, pezzetti del proprio mondo perduto ed il pianeta ormai compromesso: resti, vere e proprie sagome cartonate  di palazzi, abitazioni, città collocate adesso entro uno spazio lunare, desertico; in una tabula rasa, nel nulla.
In questo scenario di desolazione il protagonista assoluto è la piccolezza dell'uomo e tutta la sua disperazione; per essere il responsabile della sua drammatica condizione, per aver compiuto scelte sbagliate che hanno portato alla distruzione di tutto ciò che era stato in grado un tempo di costruire. La presenza umana osserva infatti rapita sagome di cartone, spaccati di quello che un tempo era ed esisteva, ricordi di un mondo scomparso e sembra così allo stesso tempo prendere coscienza degli errori commessi senza però avere ormai la possibilità di tornare indietro.
L'interessantissima  serie "Postcards from the future" possiede lo stile della ritrattistica di inizi '900 rielaborata in modo originale e futuristica; vengono presentate creature ibride, umani-robot che sembrano alludere alla sempre più crescente commistione tra uomo e tecnologia ed allo stesso tempo profetizzare la nascita di una creatura nuova, di tipo androide, un umanoide caratterizzato da innesti artificiali che si inseriscono nel corpo umano. La serie ci sembra pure costituirsi come denuncia: l'uomo contemporaneo sta perdendo la propria natura , la propria carnalità, la parte emotiva , divenendo insensibile al mondo che lo circonda , perdendo le proprie sensazioni , facendosi "metallico" come un robot senza anima. Il genere umano anestetizzato quindi nel profondo, nell'interiorità, svuotato della propria essenza umana più vera.
Francesco Romoli a nostro avviso è molto simile ad un veggente, a colui che è in possesso della straordinaria  capacità di intravedere  il futuro constatando e comprendendo a fondo  ed in modo lucidissimo i tempi presenti. Per lui l'arte fotografica e la costruzione di immagini diviene strumento per renderci partecipi delle proprie riflessioni e delle proprie visioni.
Noi , francamente , speriamo con forza che tutto quello che le sue immagini profetizzano non trovi realizzazione alcuna e siamo molto sicuri che Francesco ci scuserà per questo.
(V.P)




IMAGINARY TOWNS





POSTCARDS FROM THE FUTURE


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