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Bluemelancholia, Inner Death, Hysteria
Fotografie di Chiara Cordeschi

"....In generale è sempre e comunque un lavorare partendo da una matrice personale e autobiograca, una costante ricerca di comprensione e conoscenza di me stessa che non nisce mai e che ha trovato nella fotografia terreno fertile da cui ricavare domande e risposte...."







La bellezza della fotografia di Chiara Cordeschi consiste nella sua sincerità. Si avverte infatti una volontà e un desiderio di ricerca intima e personale senza alcun timore ed indugio alcuno. La sua, è una fotografia coraggiosa che non ha paura di mostrarsi al Mondo nelle proprie fragilità e debolezze, alimentata da una intensa voglia di verità.
Il particolare percorso artistico intrapreso infatti ha come scopo e obbiettivo quello di tentare di arrivare nelle profondità dell’animo umano, a quel substrato molte volte inconsapevole costituito dalle pulsioni più nascoste e segrete, a quei desideri e tratti esclusivi che costituiscono gli elementi principali, le basi costitutive della personalità umana.
Attraverso l’uso del proprio corpo (autoscatti) e di oggetti scelti (still life) contraddistinti da marcati rimandi simbolici Chiara racconta emozioni universali, storie interiori che appartengono a tutti e facenti parte dell’umano sentire collettivo.
L’universo femminile è così indagato e raccontato in immagini soffermandosi su alcune sensazioni, stati d’animo e sfumature emozionali che lo costituiscono. Si cerca in particolare di spiegare in modo visivo una condizione interiore dell’essere, tentando di farne percepire tutte quelle peculiarità affettive collegate che sovente finiscono per  rimanere intrappolate all’interno del corpo, “prigione” materiale del mare interiore.
La fotografia di Chiara assume quindi carattere di flusso di coscienza ed in-coscienza allo stesso modo: si è coscienti a livello emotivo di quello che si prova e si sente ma molto spesso le cause generatrici di tutto ciò restano sconosciute perché insite nell’inconscio e specificamente sfuggevolissime.
La traduzione in immagini di quelle sensazioni attraverso l’uso di scatti costruiti e studiati a tavolino insieme con altri caratterizzati da una “spontaneità rivelatrice” risponde ad una esigenza limpida e cristallina di conoscenza personale; ed ecco allora che la Fotografia è applicata ad un processo di autoanalisi personale che in fine dei conti assume caratteristiche più generali ed universali.
Tramite la sua ricerca Chiara si racconta in tutta la sua dirompente bellezza, sincera, pura, fiera perché donna ed essere umano che non ha paura di mostrarsi tale, mettendosi a nudo con lo scopo di capirsi e comprendersi. Attraverso di lei, il suo corpo e la sua Fotografia è forse possibile allora sentirci tutti più umani. In tempi in cui l’estetica artefatta ed imposta della perfezione esteriore si è affermata come nuova religione compiendo stragi di spirito ed autostima, il lavoro di Chiara sull’interiorità e su alcune fragilità comuni e riconducibili a tutti gli esseri umani ricorda a tutti noi la nostra innegabile imperfezione. (V.P)




Bluemelancholia


Dal greco melancholía, composto di mélas, mélanos (nero), e cholé (bile), quindi bile nera. In epoca romantica è associato alla rassegnazione del dolore intimo, a una tristezza velata. E’ un continuo stato di transitorietà e di tumulto interno che porta il soggetto a negare il passare del tempo, volgendosi verso un passato o un futuro idilliaco. Il malinconico è fuori dal tempo. Alla malinconia/tristezza è associato il colore blu. Sappiamo dalla storia che il blu era il colore delle bandiere quando moriva il capitano, dalla cultura americana nasce l’espressione "feeling blue", cioè sentirsi tristi. "Blue monday", cioè il giorno più triste dell’anno.
Blu, associato al freddo, all’innito, è anche il colore della parte spirituale umana, la parte riessiva di noi stessi. Ricorre in questo lavoro per meglio comunicare questo stato d’animo. Una malinconia interiore di cose naturali bellissime, ma già morte. La bellezza di essere donna, portare la vita, ma sapere di dover morire. La simbologia dell’acqua che nutre e annega, che richiama il mare
Inner Death - Morte interiore

Storia di uno stato emotivo composto da apatia interiore, aridità dell'anima, sensazione di essere letteralmente a pezzi. Non essere qui, ma essere qui. Avere il corpo diviso in parti, ma ancora composto.
Scappi dal dolore, ma sei ucciso dal dolore, sei vivo per vederlo e toccarlo. Raccogli i pezzi, mettili in ordine. Combatti la morte incolore bianca. Cerca la volontà della vita.
Devi rinascere.
Hysteria

Il carattere isterico è uno dei caratteri studiati nella psicoanalisi. Comunemente sappiamo che il carattere isterico sia instabile ed abbia esplosioni di rabbia, ma sappiamo a cosa sono dovuti questi attacchi? La donna isterica reprime i desideri. I desideri rimangono instrappolati nell’inconscio. Questo fa aumentare l’energia, ma l’individuo è incapace di scaricarla. L’energia accumulata nell’organismo genera angoscia, oppressione, soerenza. Quando l’individuo è saturo esplode come un uragano.
Questo lavoro prende in esame non l’attacco isterico, ma ciò che vive in lui prima dello scoppio. Sentimenti d’angoscia, disequilibrio, paura. Non riuscire a vedere, non reggersi in piedi. Non sapere come uscire fuori di sè. Un mondo in bianco e nero che non lascia spazio alla gioia.












SITO WEB: www.chiaracordeschi.com


    















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